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Dazi, guerre e giovani lontani dal vino: dalla Barbera d’Asti un appello alla politica

Barbera d’Asti Wine Festival 2026 sotto i riflettori a Milano con una giornata dedicata alla promozione delle denominazioni del Monferrato e alla valorizzazione di un modello produttivo sempre più attento alla sostenibilità. L’appuntamento, promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato nell’ambito del progetto europeo Born Sustainable, si è rivelato un momento di incontro e confronto dedicato al patrimonio vitivinicolo piemontese e alle prospettive di sviluppo del settore. L’iniziativa ha offerto l’occasione per approfondire il legame tra qualità enologica, identità territoriale e responsabilità ambientale, ponendo l’attenzione sul valore della Barbera d’Asti e delle altre denominazioni del Monferrato in un contesto di mercato in continua evoluzione.

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Un sistema da 14 miliardi di euro

Il presidente del Consorzio Filippo Mobrici è andato subito al punto, senza fare sconti: «Il mondo del vino sta vivendo un momento difficile. Tra dazi, guerre e congiunture economiche negative, a livello mondiale è in difficoltà. Ci si deve poi interrogare sul perché i giovani sembrano essersi allontanati. Una risposta la si può comunque trovare nel modo in cui in genere il vino viene comunicato. Da un

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