
Secondo poker in tre partite di Champions: dopo Gasp, un altro “dentista” di Serie A si aggira per l’Europa
Abbiamo visto passare la storia e poi allontanarsi sul lago. Tutto quello che di grande costruirà il Como in futuro poggerà su questa pietra: 4-1 al Manchester United, leggenda del calcio mondiale. È l’impresa che ha piantato definitivamente la bandiera lariana sulla mappa del calcio, come successe anni fa all’Atalanta. I Diavoli Rossi, inguardabili, umiliati, al punto più basso della loro decadenza, non perdevano in Italia in Champions dal maggio 2007, 3-0 contro il Milan, in quella che passò alla storia come la “partita perfetta”. Diciannove anni dopo hanno subito un’altra “partita perfetta” e, come allora si erano inchinati a un Kakà superiore, ieri l’hanno fanno davanti a un altro 10: Nico Paz, immenso, inarrestabile. Due gol e un assist. L’impressione è che, se avesse proseguito la corsa verso il lago, ci avrebbe camminato sopra, anche perché quando un 10 argentino fa due gol agli inglesi, viene il sospetto della divinità.
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Ma non solo lui. Da Cunha è stato tatticamente magistrale e, in genere, tutto il centrocampo, che ha tenuto la squadra corta e connessa, ha griffato il trionfo.




