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«Dalla strada al palco – Special», dopo l’arrivo di Conti show debole e polveroso

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di Aldo Grasso

Il programma si spaccia per un’operazione «moderna e ritmata», vantando l’assenza di una conduzione classica. Eppure, la struttura tradisce la solita impalcatura polverosa

C’è qualcosa di profondamente contraddittorio nel vedere la libertà «ribelle» dell’arte di strada rinchiusa tra le quinte di uno studio televisivo, sotto le luci asettiche della prima serata di Rai1. «Dalla strada al palco», nella nuova versione «Special», sembra aver smarrito per strada (è il caso di dirlo) proprio quell’autenticità che dovrebbe celebrare. Il passaggio di testimone da Nek a Carlo Conti, deus ex machina della rete ammiraglia, segna il definitivo ritorno all’ambiente familiare di un genere che la Rai non sembra voler abbandonare: il rassicurante varietà-talent infarcito di buoni sentimenti e retorica del riscatto.

Il programma si spaccia per un’operazione «moderna e ritmata», vantando l’assenza di una conduzione classica. Eppure, la struttura tradisce la solita impalcatura polverosa. L’idea dei «passanti importanti» (Mara Venier, Nino Frassica, sostituito venerdì sera da Enrico Brigano, Bianca Guaccero e lo stesso Conti) appare come un gioco di parole debole per giustificare la presenza dei soliti volti noti, chiamati a giudicare chi la «fama» non l’ha mai cercata o l’ha rifiutata.

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