
di Viviana Mazza
Gli spari dall’esterno della sala mentre per la prima volta il presidente era alla celebre cena di Washington. Il sospettato ha cercato di superare i cordoni di sicurezza sparando. Un agente di polizia salvato dal giubbotto
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Alle 20:15, la banda suona Hail to the Chief e accoglie l’arrivo di Donald Trump alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, accompagnato dalla first lady Melania. Si accomodano al tavolo d’onore, sul palco, davanti a una folla di giornalisti, membri del governo e del Congresso, diplomatici e altri invitati. Oltre 250 tavoli, 2.600 persone. Brusio, rumore di piatti e bicchieri. L’invito a sedersi deve essere ripetuto più volte: gli ospiti girano tra i tavoli, si mischiano e chiacchierano: la cena è soprattutto un’occasione per stringere rapporti.
È poco dopo le 20:30, durante l’antipasto, che si sentono i colpi: vengono dall’esterno della sala. Sapremo più tardi che dietro le porte di questa enorme stanza, in cima alle scale, alle 20:35 un attentatore, Cole Tomas Allen, 31 anni — che ha lasciato un «manifesto» anti-Trump — è stato arrestato dopo una sparatoria con gli agenti: era ospite dell’albergo, è sceso armato di pistola, fucile, coltelli




