Fabbriche locali per aggirare dazi e barriere
In questo modo, inoltre, i costruttori cinesi scavalcano le barriere protezionistiche, come i dazi che l’Unione Europea impone sui veicoli elettrici Made in China immatricolati nel Vecchio Continente.
Producendo in Europa, America Latina e Sud‑est asiatico, le aziende del Dragone eludono le sovrattasse e riducono i costi logistici e di trasporto, pur dovendo fare i conti con variabili come i prezzi dell’energia. Da qui, le mire su Ungheria, Spagna, Turchia e Thailandia.




