
La relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi compare sull’edizione britannica della celebre rivista di moda
Continua la fantasmagorica avventura mediatica e politica, soprattutto politica, di Francesca Albanese. Il primo maggio era sul palco di Taranto, dove ha giustificato la sua presenza spiegando, dettaglio sfuggito a tutti, che Taranto è una piccola Palestina, e che i bambini tarantini paiono sacrificabili come quelli di Gaza.
Tra grida di evviva ed entusiasmo diffuso, nemmeno il tempo di pensare che ci vuole davvero stomaco, pur d’esserci, mettere becco, strappare un applauso, per andare alla gloriosa festa dei lavoratori e speculare sugli oltre ventimila bambini giustiziati dagli israeliani in due anni e mezzo di guerra nella Striscia, che l’Albanese compare su British Vogue, prestigiosa edizione britannica della celebre rivista di moda.
L’intervista, francamente strepitosa, è incastrata tra un servizio dedicato a Grace Kelly e Audrey Hepburn, muse ispiratrici per anelli di fidanzamento minimalisti, e un reportage sulla divina Kate Middleton, che sembra abbia appena approvato l’abbinamento dei colori più trendy dell’estate. Poi ecco la sua foto (già pubblicata, un anno fa, da Vanity): una simil diva. Ma senza kefiah. Solo la nota smorfia che sembra un sorriso, i capelli argentati, gli occhiali




