L’Ucraina colpisce con i droni sul Baltico e sul Mar Nero: «Danni significativi alle infrastrutture petrolifere»
L’Ucraina continua a colpire in profondità nel territorio russo grazie ai suoi droni – una minaccia che per Mosca è ormai impossibile da ignorare, e che ha spinto il Cremlino persino a programmare una parata del giorno della Vittoria, il 9 maggio, senza mezzi militari, missili e cadetti.
In un post su Telegram, il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha detto che i suoi droni hanno il porto di Primorsk, sul Mar Baltico, incendiandolo e causando «danni significativi» alle infrastrutture petrolifere.
Secondo Zelensky, sarebbe stata colpita anche una nave militare, un pattugliatore e una petroliera della «flotta ombra» con cui la Russia aggira le sanzioni nelle acque all’ingresso del porto russo di Novorossijsk sul Mar Nero: «Ogni risultato del genere limita ulteriormente il potenziale bellico della Russia», ha scritto. «Le capacità a lungo raggio dell’Ucraina continueranno a essere sviluppate in modo completo: in mare, in aria e a terra».
Primorsk, uno dei più grandi terminali di esportazione della Russia, ha la capacità di gestire forniture di petrolio per 1 milione di barili al giorno. È stato colpito più volte negli ultimi mesi poiché l’Ucraina ha intensificato gli attacchi alle




