
di Massimiliano Cordin
Venerdì l’assemblea con l’elezione del presidente, sfida tra Simoni e Dalpalù. Una partita che vale 4,6 miliardi
È il grande giorno. questo pomeriggio si conoscerà il nome di chi guiderà la Cooperazione Trentina per i prossimi tre anni. Due i candidati alla presidenza: da una parte il presidente uscente, Roberto Simoni, classe 1961 e attuale vicepresidente vicario di Federcasse; dall’altra Renato Dalpalù, anch’egli classe 1961 e presidente del Consorzio Sait. Per Simoni si tratterebbe del terzo ed ultimo mandato consecutivo, nel segno della continuità con l’attuale assetto di governance. A decidere sarà l’assemblea elettiva, chiamata ad esprimersi attraverso gli 815 voti disponibili. Oltre al presidente, saranno eletti anche i componenti del nuovo consiglio di amministrazione, individuati nei diversi comparti del movimento: credito, lavoro e servizi, sociale e abitazione, agricolo e consumo.
Sul tavolo del futuro presidente ci saranno fin da subito numerose sfide: «la Cooperazione, che ha un ruolo centrale nel nostro territorio, dovrebbe tornare ad essere un motore sociale per tutti — commenta il segretario generale della Cisl del Trentino, Michele Bezzi —. Dovrebbe rappresentare un traino anche per gli altri settori economici. Serve maggiore attenzione ai lavoratori, magari attraverso formule innovative di partecipazione.




