Maserati in crisi – numeri, conti e cause
I numeri sono inequivocabili. La Maserati è in difficoltà anche per alcune scelte poco felici della precedente dirigenza Stellantis, tra cui la riduzione dell’offerta e la focalizzazione sull’elettrico. Nell’alto di gamma, però, le elettriche sono ancora poco digerite dai consumatori e hanno prodotto una frenata con conseguenze economiche rilevanti.
Il “reset” deciso da Filosa ha comportato miliardi di svalutazioni e rettifiche. Solo le piattaforme sono state svalutate per 6,6 miliardi di euro, di cui 613 milioni per l’architettura Folgore della Maserati.
Ovvi i riflessi sul conto economico. Gli ultimi dati disponibili sono quelli del 2025: le consegne sono scese da 11.300 a 7.900 unità e i ricavi da 1,04 miliardi a 726 milioni. La perdita operativa è però migliorata da 260 a 198 milioni grazie a minori ammortamenti e al taglio dei costi, nonostante la riduzione dei prezzi in Nord America, i dazi statunitensi e la minore propensione all’acquisto di beni di lusso in Cina.
Un contributo positivo è arrivato dalle iniziative di Ficili, come la riduzione delle scorte: il taglio del 60% dello stock ha sostenuto la marginalità operativa. Tuttavia, il conto economico si sarebbe chiuso con una perdita di circa 840




