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Confcommercio: «L’illegalità ha fatto perdere 41 miliardi di euro alle imprese nel 2025»

di Valentina Iorio

L’abusivismo commerciale costa 10,5 miliardi di euro e nella ristorazione 8,5 miliardi, la contraffazione 5 miliardi, il taccheggio 5,4 miliardi

Nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284 mila posti di lavoro regolari. Un conto più salato di quello del 2024, quando l’illegalità aveva fatto perdere 39,2 miliardi di euro alle imprese del settore. A pesare è soprattutto  l’abusivismo commerciale che costa 10,5 miliardi di euro e nella ristorazione che pesa per 8,5 miliardi, la contraffazione per 5 miliardi, il taccheggio per 5,4 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 7,4 miliardi e i costi per la cyber criminalità a 4,2 miliardi. A fare il punto della situazione è una nuova indagine di Confcommercio, secondo la quale il 29% delle imprese percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025. 

I timori degli imprenditori

Il fenomeno percepito in maggior aumento dagli imprenditori (26%) sono i furti, seguiti da atti di vandalismo e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%), rapine (24%). Tre imprenditori su dieci (30,2%) temono che la propria impresa possa essere esposta a crimini. Il 22,8% delle imprese segnala episodi criminali

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