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Così la Cina aiuta l’Iran (e aggira il blocco di Hormuz): triplicata la frequenza dei «super treni» di Pechino

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Il traffico ferroviario tra Cina e Iran è aumentato dal 13 aprile, quando è scattato il blocco Usa attorno allo stretto di Hormuz. Tra Asia centrale e Medio Oriente l’ingaggio di nuove infrastrutture

Da quando il 13 aprile è scattato il blocco americano sull’Iran attorno allo Stretto di Hormuz, è aumentato il traffico via treno dalla Cina a Teheran.
Pechino sta dunque aiutando la Repubblica islamica a resistere più a lungo all’assedio imposto da Trump. Intanto, la clessidra scorre anche per le economie avanzate che, in questa fase di stallo nel Golfo, operano in modo apparentemente (quasi) normale solo grazie alle loro scorte di petrolio. Per Xi Jinping, si tratta di un’opportunità grazie alla quale cercherà di rivendicare la sua politica perseguita per oltre un decennio.

Nuove infrastrutture

È stato infatti il leader cinese a volere nuove infrastrutture lungo la cosiddetta Via della Seta attraverso tutta l’Asia centrale fino al Medio Oriente. Anche la rotta ferroviaria da 10.400 chilometri tra Xi’an nella Repubblica popolare, il Kazakistan, il Turkmenistan e lo scalo di Aprin (vicino alla capitale iraniana) fa parte proprio di quel progetto.
Oggi si vede quanto la Via della Seta avesse una natura strategica, non solo commerciale. La frequenza dei convogli dalla

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