Meno energia, rifornimenti più lenti
Partiamo dalle differenze meccaniche della Citroën ë‑C3 Urban Range rispetto alle altre versioni dell’elettrica francese. L’elenco finisce presto, perché riguarda solo la batteria (e la sua ricarica): è sempre al litio‑ferro‑fosfato, ma ha una capacità di 30 kWh anziché 44.
Certo, si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario per una BEV, con effetti importanti sull’autonomia: quella media dichiarata scende a 204 km contro i 320 delle versioni standard (con queste ultime il nostro Centro prove ne ha rilevati 287). Pochi, vero. Ma consideriamo che si tratta di un’auto pensata soprattutto per il commuting quotidiano e da vivere in particolare in città. Qui, fra l’altro, l’autonomia (sempre dichiarata) è di 300 km (140 in meno delle altre ë‑C3), un valore tutto sommato accettabile per le percorrenze di tutti i giorni.
Non cambia la potenza del motore, 113 cavalli, mentre peggiora l’accelerazione che passa da 10,4 a 11,6 secondi per lo 0‑100 km/h, perché la nuova batteria può rilasciare con meno rapidità la sua energia. Ma non è certo un’auto che si sceglie per lo scatto.
Per quanto riguarda le ricariche, in corrente alternata le potenze sono le stesse: 7,4 kW (o, in opzione, 11 kW).




