
di Alessandra Nardini
Alle Canarie una rete di cittadini ha raccolto oltre 1.200 segnalazioni di specie esotiche tra il 2012 e il 2024. I dati, verificati dagli esperti, aiutano a monitorare l’arrivo di nuove specie e i cambiamenti degli ecosistemi marini
Un polpo, una medusa, un pesce tropicale o un’alga insolita. Alle Canarie basta fotografare un organismo durante una giornata al mare per contribuire a un database scientifico che monitora lo stato di salute dell’oceano. È il principio su cui si basa RedPromar, la rete di osservazione marina promossa dal Governo delle Canarie, che trasforma migliaia di cittadini in sentinelle della biodiversità. Oggi la piattaforma raccoglie 81.181 osservazioni validate, inviate da 1.286 osservatori e sostenute da 136 enti collaboratori. Nel database sono censite più di 2mila specie marine, tra pesci, invertebrati, alghe, cetacei e tartarughe. Ogni segnalazione è accompagnata da fotografie, data e posizione dell’avvistamento e viene controllata da un gruppo di esperti prima di entrare nell’archivio scientifico.
Specie esotiche
Il valore del progetto emerge soprattutto nel monitoraggio delle specie esotiche. Un’analisi che ha preso in esame i dati raccolti tra il 2012 e il 2024 mostra che la rete ha registrato oltre 1.200 avvistamenti di specie non




