di Michelangelo Borrillo
Il blocco all’ingresso dell’Eni di Taranto causa disagi nelle tre regioni che si riforniscono alla raffineria: Puglia, Basilicata e Calabria. E poi c’è il caro carburanti. Conftrasporto: «Senza risposte fermiamo il Paese»
All’aeroporto di Bari, in questi giorni, c’è chi è dovuto partire senza valigia. Ed è già una fortuna che sia riuscito a volare, anche perché il bagaglio non è rimasto in Puglia ma è stato imbarcato in un volo successivo. Tutto per una questione di carburanti: da lunedì 12 ottobre, da quando gli operai dell’Ilva di Taranto hanno bloccato per protesta l’ingresso della raffineria Eni, tre regioni devono fare i conti con la carenza di carburanti. E negli scali aeroportuali pugliesi si sta lavorando con il bilancino: i vettori cercano di alleggerire i carichi per effettuare rifornimenti di carburante più corposi negli scali fuori Puglia e i gestori degli aeroporti pugliesi cercano un bilanciamento tra i voli. E qualche valigia più pesante viene dirottata su voli meno carichi. E così, fino ad ora, si è riusciti a evitare cancellazioni di voli.
Carburanti in esaurimento in tre regioni
Peggio sta capitando a chi si si muove su strada. Se fino a lunedì scorso




