di Davide Landoni e Luca Zuccala
Apre sabato 9 maggio. Fino alla fine di novembre in Laguna arriveranno artisti da tutto il mondo con proposte innovative e talvolta provocatorie. Tre le sedi: Giardini, Arsenale e Forte Marghera
Le mostre sono allestite, i padiglioni accesi, collezionisti e professionisti hanno preso posto in città. Il mondo dell’arte converge a Venezia per la Biennale, la 61ª edizione (da sabato 9 maggio al 22 novembre), curata dalla scomparsa Koyo Kouoh, che lascia in eredità un evento che guarda nuovamente, come nelle due edizione precedenti, a geografie e sensibilità eterogenee, alla (ri)scoperta di artisti e artiste di origine e prospettive prive di lenti occidentalizzanti. Un appuntamento da non perdere per cultori e appassionati. In Minor Keys, non a caso, il titolo di una manifestazione che sceglie un approccio discreto, quasi da «sfavorita» alla ricerca di riscatto.
Oltre le schermaglie politiche
Presupposti messi in crisi dalla vigilia più prossima, con l’Esposizione Internazionale divenuta occasione di schermaglia politica. La reintroduzione del Padiglione Russia e l’esclusione della stessa Russia e di Israele dai Premi hanno contribuito ad alzare i toni che sarebbero dovuti rimanere contenuti. L’annuncio del Ministro della Cultura Alessandro Giuli – che non presenzierà all’inaugurazione per




