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Parità salariale tra uomini e donne: considerata solo la paga base, il decreto esclude i superminimi dal confronto

di Rita Querzè

Via allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sulla parità salariale. Principale novità: gli apprendisti che prima erano esclusi ora sono coinvolti. Presunzione di conformità per chi applica contratti rappresentativi

Varato lo schema di decreto legislativo che attua la direttiva 970/2023 sull’equità salariale tra uomini e donne. Rispetto al testo che era stato sottoposto al parere delle commissioni parlamentari cambia poco. Vediamo quali sono, nella sostanza, gli interventi principali. 

Coinvolti anche gli apprendisti (escluso il lavoro domestico)

Originariamente erano esclusi i lavoratori somministrati, gli addetti al lavoro domestico e gli apprendisti in generale. Nella nuova versione dell’articolo 2, invece, la norma riguarda anche gli apprendisti.

Ignorati i trattamenti individuali

Il confronto tra retribuzioni continua a escludere, come nella bozza precedente, i «trattamenti economici individuali non strutturali quali componenti retributive riconosciute su base personale, discrezionale o temporanea non generalizzate all’interno della medesima categoria di lavoratori e fondate su criteri oggettivi individuali». Da notare: le retribuzioni stabilite dai contratti dagli anni Sessanta del secolo scorso non prevedono disparità tra uomini e donne. Difficilmente un confronto sulla parte della retribuzione legati ai livelli dei contratti potrà evidenziare disparità.

Presunzione di conformità se si applica un

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