di Andrea Rinaldi
Il vicepresidente di Commerzb: «Il piano di Unicredit smantella la banca». Il presidente dell’Eurogruppo, Pierrakakis: «Abbiamo bisogno di gruppi bancari di taglia europea»
Pronti, si parte. L’assemblea straordinaria di Unicredit ha dato via libera con un plebiscito all’aumento di capitale da 6,7 miliardi, da attuarsi entro dicembre 2027, al servizio dell’ops su Commerzbank e che partirà martedì 5 maggio, quando l’istituto di Piazza Gae Aulenti alzerà il velo sulla prima trimestrale dell’anno per cui gli analisti prevedono un utile netto di 2,68 miliardi di euro. Ad approvare la delega al cda è stato il 99,55% dei soci. A motivare le ragioni che stanno dietro la salita di Unicredit nella banca tedesca — oggi con una partecipazione diretta di circa il 26% e un’ulteriore esposizione di circa il 4% tramite total return swap — è stato lo stesso presidente Pier Carlo Padoan, che all’assise ha sottolineato come «Unicredit ha un interesse chiaro affinché la banca esprima pienamente il proprio potenziale, investendo per migliorare la sua preparazione al futuro. È opinione condivisa, sia dal consiglio di amministrazione sia dal management, che ciò non stia attualmente accadendo nella misura in cui sarebbe possibile e opportuno, e che




