
di Silvia M. C. Senette
Il senatore del Pd (ma iscritto al gruppo Per le autonomie) non risparmia critiche al suo partito: «Difficile recuperare un ruolo forte a livello locale. Non abbiamo una come Giorgia Meloni»
«Non penso che il Pd possa mai recuperare numeri tali da tornare ad avere un ruolo forte nella politica altoatesina». C’è un realismo spiazzante nell’analisi di Luigi Spagnolli. Il senatore del Partito Democratico, che ha guidato Bolzano da sindaco dal 2005 al 2015, guarda al declino del centrosinistra locale senza fare sconti, partendo dalla selezione naturale della classe politica: «Chi entra in politica oggi non è gente che ha avuto successo nella vita. Per chi ha successo come professionista o ha un’attività, fare politica oggi è una fregatura per la sua azienda».
Corrarati?
«Un’eccezione. E poteva tranquillamente correre per il centrosinistra, per il suo modo di pensare: oggi sarebbe magari il sindaco di Bolzano con una nostra giunta. Gli è stato chiesto dal centrodestra moderato ed è andata così. Ma è solo una questione di simboli. Quando smetterò di fare il senatore non sono sicuro che terrò la tessera di partito, non mi interessa il simbolo: importanti sono i valori».




