
I club di Istanbul lo tentano, ma niente Fenerbahce. Ausilio: “Ha un contratto e noi vogliamo tenerlo…”
Non solo la finale del Roland Garros e quella dell’Europeo Under 17, ieri in casa degli alti dirigenti nerazzurri si seguiva con particolare interesse anche altro. La prima calda domenica di giugno è stata occupata da un’esotica elezione, con tanto di risultati e percentuali che rimbalzavano da Istanbul fin dentro alle chat nerazzurre. Alla fine, Hakan Safi, ricco imprenditore portuale e candidato dalla lingua lunga alla presidenza del Fenerbahce, ha preso meno voti del rivale e la notizia ha tolto di mezzo un possibile problema per l’Inter. Nella sua teatrale campagna elettorale Safi non aveva brillato per diplomazia: in mezzo ad altri colpi da decine di milioni, da Greenwood al Dibu Martinez passando per Demiral, aveva praticamente annunciato un accordo anche con Hakan Calhanoglu, il capitano della nazionale. Aveva trovato terreno fertile nell’entourage di Calha, anzi il procuratore aveva alimentato i rumors con dichiarazioni pubbliche, e, in fondo, tutto nasceva da un umanissimo sentimento: la voglia, mai nascosta, del centrocampista che un giorno vorrebbe tornare in patria da eroe, ancora di più dopo un Mondiale che i turchi hanno bramato per 24




