
di Lorenzo Cremonesi
Nella città più settentrionale degli Stati Uniti ci si prepara a raddoppiare la profondità dei fondali del porto: «I rompighiaccio russi sono 40, quelli cinesi 5, i nostri solo 3. E ora Mosca e Pechino fanno manovre militari congiunte, scacciando i pescherecci se si avvicinano troppo: non era mai successo»
NOME (ALASKA NORD-OCCIDENTALE) – Ingrandire il porto della città più settentrionale degli Stati Uniti come tappa strategica fondamentale nella sfida internazionale per il controllo dell’Artico. Le draghe sono al lavoro nei bacini di Nome per raddoppiare la profondità del fondale (si arriverà a circa 14 metri); sulle banchine si allineano migliaia di grossi massi per allungare i moli; il brusio delle ruspe si protrae per molte ore nella luce diafana della notte polare. «Sono fiero di sostenere quest’opera che ci permetterà di ospitare un numero molto maggiore di navi di grande stazza. Potranno ancorare finalmente anche i potenti rompighiaccio, che sono una necessità, visto che i russi ne possiedono decine e decine e noi invece pochissimi. Inoltre, all’occorrenza, potranno ancorarsi anche le unità addette alla nostra sicurezza nazionale, forse soltanto le portaerei dovranno restare fuori alla fonda», spiega il sindaco 65enne di Nome, Kenny




