La presenza di Kfc sulle piste da sci di Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo ha aperto un confronto sul modello turistico delle località alpine e sul rapporto tra attività commerciali, paesaggio e identità territoriale. L’arrivo dei due punti vendita del gruppo di fast food statunitense, specializzato nel pollo fritto, ha provocato le reazioni di associazioni ambientaliste, rappresentanti politici e organizzazioni legate alla frequentazione della montagna. Al centro della discussione non c’è soltanto l’ingresso di una catena internazionale, ma il tipo di offerta che le destinazioni dolomitiche intendono proporre a residenti e visitatori.
L’apertura di due fast food Kfc a Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo ha suscitato diverse reazioni
L’accordo tra Kfc e Super G, realtà italiana attiva nel settore dei mountain club e degli après-ski, ha previsto l’apertura di due Quick Service Restaurant direttamente nelle aree sciistiche. Le sedi individuate sono la Piana di Nambino, a Madonna di Campiglio, e la zona di Monte Faloria-Cristallo, a Cortina. Una scelta commerciale che ha immediatamente acceso il dibattito sull’opportunità di introdurre un format internazionale di ristorazione veloce in contesti caratterizzati da una forte identità paesaggistica e gastronomica.
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