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Shpendi: “Non chiamatemi bomber di serie B. Studio CR7 e Lautaro, voglio la A col mio gemello Stiven”

L’attaccante del Cesena, capocannoniere della Serie B, si racconta: “Voglio solo fare gol tutte le partite. Stop. Amo la Romagna e la piada con la salsiccia. I miei genitori? Gioco solo per loro”

Andrea Barilaro

7 novembre – 11:58 – CESENA

Cristian Shpendi, il Re Mida del Cesena: “La prima volta che mi hanno chiamato così mi sono chiesto: che cosa significa? Quindi ho telefonato a mia mamma Arta, lei sa tutto, conosce tantissime cose. Me l’ha spiegato e da lì ho capito”. 

Spiegone per chi è sulla stessa barca: leggenda narra che ogni cosa toccasse Mida, re della Frigia, diventasse oro e quindi sì, esistono soprannomi un filo peggiori. Pur rischiando il linciaggio degli appassionati di mitologia greca, alla fine è un po’ quello che fa Shpendi: ogni pallone che tocca diventa gol. “E io voglio solo segnare in tutte le partite. Stop”. Beh, ci sta riuscendo. “La Serie A? Spero di arrivarci, intanto guardo il presente”. Però non chiamatelo bomber di Serie B… 

Da dove dobbiamo partire per raccontare la sua storia? 

“Direi dall’Albania, dove sono nati i miei genitori. Papà ha sempre

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