
di Monica Guerzoni
La navigazione, ricorda il capo dello Stato al 125esimo anniversario della Confederazione italiana degli armatori, è «infrastruttura vitale della globalizzazione»
La parola migranti Sergio Mattarella non la pronuncia. Ma è a loro che il presidente pensa. Alle migliaia di uomini, donne e bambini, partiti dalle coste dell’Africa in cerca di un futuro in Europa e le cui speranze sono naufragate nelle acque del Mediterraneo. I sommersi e i salvati. Parlando all’assemblea della Confederazione italiana degli Armatori, nel 125° anniversario, il capo dello Stato elogia e ringrazia la marina per gli interventi di salvataggio: «Tra le benemerenze della flotta mercantile non possono essere dimenticate le operazioni di soccorso, specie nel Mediterraneo, in relazione con Guardia Costiera e Capitanerie, a cui spesso le navi si trovano di fronte e in cui emergono valori fondanti della marineria nazionale: responsabilità, sicurezza, tutela della vita umana in mare».
Nel discorso di Mattarella non c’è alcun riferimento politico, ma il messaggio a chi a destra parla di remigrazione e dichiara guerra alle navi delle Ong che salvano i migranti in mare è chiaro. Rivolgendosi al presidente di Confitarma Mario Zanetti e riconoscendo alla Marina Italiana un contributo importante alla coesione




