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Ristoranti, fare squadra non significa compensare gli errori di una cattiva gestione

Nella ristorazione si parla continuamente di gioco di squadra. Ma che cosa intendiamo davvero quando utilizziamo questa espressione? Esiste una squadra che nasce dalla necessità, per far fronte agli imprevisti e sopperire a ciò che manca. E poi esiste una squadra costruita sulla collaborazione, nella quale non si lavora insieme soltanto per arrivare alla fine del turno, ma per valorizzare ciò che ognuno sa fare, favorendo la crescita delle persone e dell’intero gruppo.

Quando il gioco di squadra nasconde le inefficienze

Nel mio percorso professionale ho lavorato in realtà molto diverse, dalle piccole imprese alle strutture più grandi, e spesso ho sentito definire «gioco di squadra» qualcosa che, in realtà, era soprattutto un modo per compensare le inefficienze organizzative. Mi riferisco alla mancanza di personale, al turnover continuo, agli stagisti ancora privi di esperienza pratica, alle persone inserite in cucina senza un’adeguata preparazione e ai giovani ai quali vengono affidate troppo rapidamente responsabilità che non hanno ancora gli strumenti per gestire. Salvo poi essere rimproverati, sgridati o addirittura maltrattati proprio per quelle difficoltà che nessuno li ha aiutati a superare. E poi ci chiediamo perché tanti giovani si allontanino dalla ristorazione.

In un’organizzazione di questo tipo, chi possiede maggiore esperienza finisce inevitabilmente per

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