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Dalla scuola di San Paolo alle pendici dell’Etna: 18 chef brasiliani a lezione dal maestro Torrisi

Il legame gastronomico tra Italia e Brasile affonda le sue radici nell’immigrazione di massa iniziata alla fine del XIX secolo (con un picco tra il 1880 e il 1910), che ha profondamente plasmato la cultura alimentare brasiliana, soprattutto negli Stati del Sud e a San Paolo. L’immigrazione italiana in Brasile rappresenta uno dei più grandi flussi migratori della storia moderna, avendo portato circa 1,5 milioni di italiani in territorio brasiliano tra il 1870 e il 1920. Questo fenomeno ha cambiato per sempre l’identità demografica, sociale e gastronomica del Paese sudamericano. Il legame nasce da una perfetta coincidenza di necessità storiche:

In Italia: La crisi economica post-unitaria, la miseria nelle campagne (soprattutto nel Nord-Est) e le epidemie spingevano intere famiglie a cercare fortuna all’estero.In Brasile: Nel 1888 venne abolita la schiavitù. Il governo brasiliano e i grandi proprietari terrieri avevano un disperato bisogno di manodopera per sostituire gli schiavi nelle piantagioni di caffè e colonizzare le terre vergini del Sud.

scuola Lo chef Giuseppe Torrisi e la chef Paula Passos insieme agli allievi della scuola brasiliana nelle cucine di Favazza Etna prima della cooking class

Gli immigrati, provenienti in gran parte

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