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Musetti e la sveglia per l’antidoping: ecco perché ha chiesto il cellulare nella sfida contro Van Assche

Il tennista azzurro si è dovuto fermare nei quarti contro l’olandese a Lione per il suo smartphone

Pellegrino Dell'Anno

Collaboratore

24 ottobre – 14:45 – MILANO

Tre ore e trentadue minuti di battaglia e spettacolo. Tanto è servito a Lorenzo Musetti per battere in un incontro epico, ai quarti di finale dell’Atp 250 di Lione, Luca Van Assche. La partita è terminata oltre le 1 di notte, con abbastanza materiale per racconti e highlights. A cui Musetti, oltre ai punti da rivedere e le grandi giocate, ha aggiunto un ulteriore colpo di scena. In un cambio campo nel terzo set, infatti, l’azzurro ha chiesto al supervisor di poter utilizzare il proprio telefono. Una richiesta insolita, ma subito chiarita: Lorenzo aveva infatti programmato una sveglia all’1 per un controllo antidoping. Il cellulare gli serviva per disattivarla e aggiornare la fascia oraria, evitando che potesse disturbare il gioco. Una scelta professionale, premiata poi da una bella vittoria di Musetti, che sfiderà oggi in semifinale Flavio Cobolli. Il motivo della sveglia è insito nelle regole dell’Itia riguardo i controlli antidoping. 

Norma —  

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