
di Paolo Mereghetti
Fatih Akin mescola struggimento romantico e sensi di colpa per raccontare come il soprannaturale abbia un posto di rilievo nelle nostre vite
Farasha e Faris si innamorano a una festa in cima alla torre della televisione di Amburgo ma accompagnandola a casa lei muore in un incidente. «Geister» (Spiriti) di Fatih Akin è appena iniziato e per Faris iniziano i rimorsi: si sente responsabile dell’accaduto.
Ma perché gli appare il fantasma della morta? Storia di una complicata elaborazione del lutto, in cui si mescolano suggestioni etniche e religiose: lui è di origini turche, lei araba e unica in famiglia a portare il velo (che però a volte sparisce nelle apparizioni), entrambi senza padri.
Fatih Akin mescola struggimento romantico e sensi di colpa per raccontare come il soprannaturale abbia un posto di rilievo nelle nostre vite: se il perdono definitivo può venire solo dai superstiti, è nel mondo degli spiriti, cioè dei ricordi e dei rimpianti e forse anche dei desideri, che si riescono a superare perdite e rimorsi. Meglio astenersi chi soffre di vertigini.
22 ottobre 2026
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