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I supermercati riducono gli sprechi. Ma le offerte possono aumentarli nelle case

Oltre 7,3 miliardi di euro di cibo sprecato nelle case italiane, contro circa 4 miliardi nella distribuzione, che comprende anche la Grande distribuzione organizzata (Gdo), di cui fanno parte i supermercati. Sono i numeri del rapporto “Il caso Italia 2026”, diffuso a febbraio dall’Osservatorio Waste Watcher, che ha quantificato in 13,5 miliardi di euro il valore complessivo dello spreco alimentare lungo la filiera italiana. La quota attribuibile alla sola Gdo è quindi necessariamente inferiore a quella dell’intero comparto distributivo. Eppure, proprio questa differenza solleva una domanda: i supermercati riescono a contenere il proprio spreco, ma le loro strategie commerciali possono contribuire ad alimentare quello delle famiglie?

Le offerte dei supermercati possono alimentare lo spreco domestico?

La questione assume un significato particolare alla luce degli ultimi dati dell’Osservatorio, diffusi a settembre. Il 25% degli intervistati ha infatti indicato le promozioni fra le cause dello spreco domestico, il 26% ha riconosciuto di acquistare quantità eccessive e il 23% ha segnalato confezioni troppo grandi. Inoltre, il 28% ha associato gli acquisti superiori al necessario alla paura di restare senza cibo. Percentuali che non dimostrano un rapporto diretto di causa-effetto, ma aiutano a comprendere come la ricerca della convenienza possa, in determinate circostanze, spingere ad acquistare

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