
Nello sciagurato turno di Champions da 0 punti, le italiane sono state riprese e superate. Cambiare musica non è mai troppo tardi: la qualità – non la quantità – degli allenamenti fa tanto
Perché gli altri corrono più di noi? Domanda semplice, primitiva, forse superficiale, ma è questa l’impressione che ci trasciniamo da anni. Questo è balzato agli occhi anche nello sciagurato turno di Champions da 0 punti. Come in certi brutti sogni, quando vorremmo scappare, ma sentiamo le gambe di piombo. Como, Napoli e Roma hanno provato a scappare, sono state riprese e superate. La Roma in realtà ha corso e giocato più del Real Madrid per 80 minuti, poi è implosa per mancanza di cambi e personalità. Chi ha un certo status, tipo il Real (ricordate Sergio Ramos?) promette: “Manca poco, però adesso segno”. E ne fa tre. Chi non ha esperienza di certe partite, trema: “Manca poco, ma adesso prendo gol…”. E ne prende tre. Però la Roma corre.
Ogni volta esaltiamo nuovi eroi, tipo Forbs (Bruges) che sembrava in moto e gli interisti a piedi. Tempo fa, il Milan fu flagellato dalla corsa di Paixao (Feyenoord). All’ultimo Europeo ci torturarono al galoppo Vargas (Svizzera), Yamal, Williams




