di Gino Pagliuca
Il Fisco incrocia i dati sulle presenze trasmessi alla questura con i prezzi medi per notte rilevati sulle grandi piattaforme di prenotazione online: se arriva una contestazione, l’onore della prova ricade sul proprietario
Affitti brevi nel mirino del Fisco. Dopo l’annuncio di qualche settimana fa dell’implementazione di una super banca dati finalizzata ai controlli antievasione ed antielusione, il Sole 24 ore dà notizia dell’invio di «schemi d’atto» ai contribuenti che senza operare in forma imprenditoriale effettuano affitti turistici, contestando – su base presuntiva – l’ammontare del reddito dichiarato dal titolare.
I rischi
I controlli dell’Agenzia pongono alcuni problemi di non poco conto e rischiano di avere conseguenze molto pesanti sul mercato, perché in molti casi l’attività di locazione turistica è effettuata per un numero limitato di giorni e, se al rischio di contestazioni su base presuntiva del Fisco si aggiungono le incombenze burocratiche aggiunte negli ultimi anni, molti si accoderanno al numero di chi ha già abbandonato questo business ad esempio a Milano dove la schiera dei pentiti dell’affitto breve si amplia mese dopo mese. Oltretutto chi sta lasciando gli affitti brevi lo fa perché poco remunerativi. Chi affitta per molti giorni all’anno in genere




