
L’ex centrocampista di Napoli e Livorno: “Da bimbo scappai alla guerra civile in Angola, Vincenzo Italiano mi ha riconosciuto ma io non ho riconosciuto lui…”
Filippo Rubulotta
11 ottobre – 10:53 – MILANO
Vedere crollare come un castello di sabbia tutto ciò che la sua famiglia aveva costruito, nell’Angola devastata da una guerra civile che è costata la vita a tantissime persone. La fuga, l’urgenza di trovare una nuova casa e le porte aperte del Portogallo settentrionale, dove ricominciare da zero. La vita di Vidigal è un viaggio fatto di cadute e ripartenze: tre squadre italiane – Napoli, Livorno e Udinese -, lo Sporting e la nazionale portoghese di Pauleta e Figo. Di momenti difficili ne ha vissuti tanti, compreso uno in cui ha rischiato di perdere la vita. Oggi, però, riesce persino a riderci su.
Partiamo dagli inizi. La fuga dalla guerra civile in Angola, un conflitto che provocò 500mila vittime.
“Sono momenti difficili da ricordare. Volevano far partire soltanto una parte dei figli, ma i miei genitori furono categorici: ‘O partiamo tutti insieme o moriamo tutti qui in Angola’. Siamo arrivati in Portogallo senza




