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Bologna, il Comune tira dritto sugli affitti brevi: «La città verrà divisa in zone, limitazioni solo nelle aree più sature»

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di Marco Madonia

La vicesindaca Clancy dopo lo stop della Consulta alla legge regionale: «Dalla destra solo ideologia. Mica vogliamo requisire le case, stiamo solo cercando di regolamentare un fenomeno prima che diventi ingestibile»

«Mi pare che si stia consolidando una giurisprudenza che conferma il diritto degli enti locali a intervenire, anche attraverso le norme dell’urbanistica, per regolamentare il fenomeno degli affitti brevi», dice Emily Clancy, vicesindaca con delega alla Casa e politiche per l’abitare. 

All’indomani della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato due articoli della legge dell’Emilia-Romagna sugli affitti brevi accogliendo il ricorso della presidenza del Consiglio, dunque, il Comune di Bologna fa sapere che andrà avanti. In particolare la Consulta ha imputato a viale Aldo Moro una misura sproporzionata (il divieto è esteso su tutto il territorio) e lesiva della concorrenza, in quanto l’obbligo di cambio di destinazione d’uso si applica solo ai gestori di locazioni brevi e non a strutture ricettive turistiche differenti, fra le quali quelle extra-alberghiere.

«Da una prima lettura mi sembra che sia quello che abbiamo fatto sia quello che faremo dopo la seconda variante urbanistica sia assolutamente in linea con i rilievi della Consulta. Poi, certo, con

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