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Diamanti neri: così nasce il “carbonado”

Immaginate di raccogliere una pietra nera dal letto di un antico fiume brasiliano. La superficie luccica come vetro, ma è punteggiata di minuscoli fori. Se la spaccaste, dentro non trovereste un unico cristallo, bensì una massa compatta di diamanti in miniatura. Da dove viene un oggetto così strano? Si chiama “carbonado”, ed è uno dei grandi misteri della geologia.

Orologio geologico

Questi diamanti policristallini (formata da tanti cristalli) si trovano in depositi alluvionali della Repubblica Centrafricana e dello stato brasiliano di Bahia. Il nome nacque tra i minatori brasiliani, che lo coniarono nel 1840 per distinguere queste pietre scure e irregolari dai diamanti comuni.

Nessuno, però, è mai riuscito a individuare la roccia madre in cui si sarebbero formati. Anche la loro età sorprende: le datazioni basate sugli isotopi del piombo indicano 2,8-3,6 miliardi di anni, più della maggior parte degli altri diamanti e di gran parte dell’area geologica in cui vengono ritrovati. A differenza delle gemme trasparenti e monocristalline destinate alla gioielleria, il carbonado è un mosaico poroso di cristalli e minerali, ciascuno dei quali può aver registrato una diversa fase della sua storia. Decifrarli è un po’ come ricostruire un viaggio dalle etichette e dai graffi