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Stress cronico, l’impronta epigenetica trovata nei discendenti dei tedeschi della Germania Est

di Cesare Peccarisi

A 37 anni dalla caduta del Muro di Berlino, presentano elevati livelli di interleuchina-6 e proteina C reattiva, marker tipici di infiammazione. E poi c’è l’accorciamento dei telomeri, ovvero un rischio di invecchiamento prematuro

È ormai dimostrato che l’impronta epigenetica, quella che non è «scolpita» nel Dna ma dipende dalle influenze ambientali, può essere trasmessa alla prole. Sui reduci delle recenti guerre sono stati fatti vari studi, che hanno evidenziato come i figli manifestino segni biologici degli stress subiti dai padri.

Sopravvissute all’Olocausto

Esce ora sul British Journal of Psychiatry uno studio dei ricercatori delle Università di San Francisco e Berlino diretti da Ruth Marheinecke che ci riporta ai primi riscontri, fatti dieci anni fa sui nipoti delle sopravvissute all’Olocausto: in loro, Rachel Yehuda della Mount Sinai School of Medicine di New York aveva trovato le stesse alterazioni metaboliche che si erano sviluppate nelle nonne per sopravvivere alla carenza di cibo.

I tedeschi della Germania Est

Nel nuovo studio, un fenomeno simile è stato individuato nei discendenti di chi è vissuto sotto il regime della Germania Est prima della caduta del Muro di Berlino: persone che dovevano adeguarsi a continue coercizioni sotto il controllo

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