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Hotel e ristoranti, anche un dato corretto può portare a decisioni sbagliate

Nel comparto dell’ospitalità non sono mai mancati i dati. Incassi, coperti, occupazione delle camere, costo delle materie prime, consumi, recensioni, prenotazioni dirette e commissioni delle piattaforme fanno parte da tempo della gestione quotidiana. Oggi software gestionali, sistemi di prenotazione, dashboard e strumenti di intelligenza artificiale raccolgono molte più informazioni e promettono di prevedere la domanda, ottimizzare prezzi e turni o personalizzare il servizio. Ma avere più numeri non significa necessariamente decidere meglio. Un indicatore può essere corretto e risultare comunque poco utile se non sappiamo da dove proviene, quale periodo rappresenta, con quali dati può essere confrontato e quale decisione dovrebbe sostenere. Il cruscotto mostra una misura; raramente, da solo, ricostruisce il percorso che ha condotto dalla misura alla scelta.

Dal dato alla decisione

Nella mia esperienza nell’Horeca ho visto imprese conoscere perfettamente il fatturato complessivo e, nello stesso tempo, non sapere con sufficiente precisione quali servizi producessero valore. Un ristorante può aumentare i coperti e ridurre la marginalità. Un hotel può migliorare l’occupazione, ma dipendere sempre di più dalle piattaforme. Una promozione può generare prenotazioni senza costruire una clientela realmente profittevole. Il risultato apparente è positivo; la conseguenza economica può esserlo molto meno.

Il dato diventa utile quando viene collegato a una decisione concreta di gestione Il
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