di Diana Cavalcoli
Sul portale Indeed Italia il 61% degli annunci di lavoro pubblicati online riporta indicazioni sulla retribuzione. Una crescita significativa: a inizio anno la percentuale era del 35%, mentre nel 2020 non superava il 5,3%
La trasparenza salariale è diventata in pochi mesi uno dei tratti distintivi del mercato del lavoro italiano. A luglio 2026, tre mesi dopo l’entrata in vigore del decreto che ha recepito la direttiva europea sulla parità retributiva, sul portale Indeed Italia il 61% degli annunci di lavoro pubblicati online riporta indicazioni sulla retribuzione. Una crescita significativa: a inizio anno la percentuale era del 35%, mentre nel 2020 non superava il 5,3%. L’Italia registra così valori più alti rispetto a Paesi Bassi (49%) e Francia (43%), mentre Spagna (18%) e Germania (14%) si attestano a livelli minimi tra i paesi più grandi dell’UE.
I range salariali
La spinta viene certamente dalla legislazione con il decreto entrato in vigore il 7 giugno 2026, che definisce il quadro di applicazione in Italia, imponendo ai datori di lavoro di indicare direttamente nell’annuncio sia lo stipendio iniziale che la fascia retributiva, anziché rinviarne la comunicazione a un momento successivo della selezione. Una buona notizia arriva




