
di Alessandra Arachi
Marcello Crivellini racconta come iniziarono il suo amore con Emma Bonino e la battaglia per il diritto all’aborto
Nessuno ha mai chiesto a Marcello Crivellini di raccontare quel giorno. Emma Bonino aveva appena scoperto di essere rimasta incinta. Marcello era lì, quella gravidanza era opera sua, oggi possiamo dire una gravidanza che ha fatto storia. L’aborto che ha fatto la storia dei diritti civili del nostro Paese.
«Era un destino, evidentemente. A Emma il suo ginecologo aveva detto che non poteva avere figli. Che era sterile».
Quando Emma rimase incinta voi eravate fidanzati?
«Sì, stavamo insieme da un paio d’anni, era il 1973».
Milano agli inizi degli anni Settanta, eravate nel pieno delle contestazioni.
«Non ancora. Sicuramente non Emma. Lei era una ragazza appena laureata in Bocconi, sfoggiava vestitini eleganti, facevamo una vita da ragazzi normali».
Vi eravate conosciuti all’università?
«No, io mi sono laureato al Politecnico. Ci siamo conosciuti perché eravamo tutti e due commissari in un esame di maturità di un istituto tecnico. Avevamo bisogno di soldi, facevamo un po’ quello che capitava».
Un colpo di fulmine?
«Macché. Siamo usciti tante volte insieme per conoscerci prima. Certo ci eravamo piaciuti, ma




