
di Monica Guerzoni
Intervista a Francesco Rutelli, che negli anni Ottanta fu segretario nazionale del Partito radicale
Chi era Emma Bonino?
«Un’icona dell’incontro tra idealismo e pragmatismo».
Francesco Rutelli, lei nel 1980 diventò segretario nazionale del Partito Radicale.
«Io avevo 26 anni e Bonino 32. Non si deve dimenticare che Emma è stata cinquant’anni nelle istituzioni. Il modo più forte per onorare una vita pubblica e politica è ricordare le sue battaglie e i suoi successi e anche i temi su cui i Radicali sono rimasti in minoranza. Vale per Bonino e vale per Marco Pannella».
Cosa li univa e cosa invece finì per dividerli?
«Lui era un leader carismatico e non transigente. Avevano un rapporto importante e complicato, come i rispettivi caratteri. Il 19 maggio lei si collegò con la Camera dei deputati per il decennale della morte di Pannella e disse: “Quando incontrerò Marco, gli chiederò cosa volesse dire con quella citazione di San Paolo che ripeteva sempre, spes contra spem”».
Speranza contro ogni speranza?
«Una citazione che va letta alla luce delle battaglie per i diritti condotte all’insegna del pragmatismo, elemento indispensabile nella narrazione dei Radicali e di Bonino. Mai battaglie ideologiche di sistema, ma obiettivi




