«Il vino italiano oggi attraversa una fase di assestamento, che riguarda in maniera diversa territori e tipologie, e dobbiamo affrontarla con attenzione, senza soluzioni uguali per tutti». Così Francesco Lollobrigida, intervenuto a Barolo, nel Cuneese, al taglio simbolico del primo grappolo di Nebbiolo da Barolo della vendemmia 2026, ha descritto il momento del comparto vinicolo, segnato dal calo dei consumi – scesi nel 2025 a 20,2 milioni di ettolitri (-9,4%) – dalle grandi giacenze in cantina (oltre 49 milioni di ettolitri) e da un export meno dinamico – ricordiamo arretrato a 7,78 miliardi di euro (-3,7%).
Il ministro Francesco Lollobrigida Risposte diverse per territori e tipologie
«Il vino italiano è una delle grandi eccellenze del nostro agroalimentare, un prodotto che in questi anni ha saputo conquistare valore e riconoscibilità nel mondo». La fase attuale, però, richiede risposte calibrate, perché le dinamiche non coinvolgono allo stesso modo denominazioni, territori e tipologie. Da qui il riferimento del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste alla necessità di evitare interventi indistinti e di guardare alle esigenze concrete delle aziende.
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