Quando ho iniziato a lavorare dietro un bancone, nel 1994, non sapevo dove mi avrebbe portato quella strada. Non pensavo alla carriera e non pensavo alla formazione come la intendo oggi. Di certo non immaginavo che, molti anni dopo, mi sarei trovato dall’altra parte del banco a insegnare questo mestiere ad altre persone. All’inizio facevo quello che probabilmente hanno fatto tanti prima di me: osservavo. Guardavo i colleghi, cercavo di capire i movimenti, ascoltavo il modo in cui lavoravano e provavo. A volte riuscivo, altre volte sbagliavo.
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Quel primo bar è stato una scuola proprio perché mi ha insegnato una cosa che ancora oggi considero fondamentale: per imparare un mestiere bisogna essere disposti, prima di tutto, a non sapere. Negli anni il bartending è cambiato molto. Sono cambiate le tecniche, i prodotti, le attrezzature e anche l’immagine stessa del bartender. Ma c’è una domanda che continuo a sentirmi fare: che cosa serve davvero per diventare un professionista? La risposta, secondo me, non sta in una sola cosa.
Il corso è l’inizio, non l’arrivo
Una formazione seria è fondamentale. Chi comincia oggi ha la possibilità di apprendere in modo molto più strutturato rispetto a quando ho




