di Silvia Turin
Il passaggio dalle vacanze al lavoro può essere difficile, soprattutto in alcuni casi. Perché succede e come rendere la transizione un po’ più semplice
Settembre: per molti è davvero il mese che inizia l’anno nuovo, un mese particolarmente impegnativo. La «leggenda narra che…» il beneficio dei giorni di vacanza dura 1-2 giorni, nel migliore dei casi 1-2 settimane. È la cosiddetta «sindrome da rientro» che coinvolge in modo differente tante persone.
Come affrontare la nostalgia del tempo libero e dei bei posti di vacanza visitati e ripartire di slancio?
Sintomi e cause
Innanzitutto, considerando che, pur esistendo evidenza scientifica di un temporaneo calo del benessere e della vitalità dopo il ritorno al lavoro, non si tratta di una specifica «sindrome» o «malattia» e che di solito dipende dal nostro rapporto abituale con il lavoro svolto.
I sintomi descritti più frequentemente sono:
stanchezza; difficoltà di concentrazione; irritabilità o umore basso; riduzione della motivazione; sensazione di non essere ancora «rientrati» mentalmente nella routine; sonno sregolato, soprattutto dopo viaggi o cambiamenti di orari.
Queste manifestazioni possono essere spiegate dal contrasto tra un periodo con meno vincoli e la ripresa improvvisa di carichi, scadenze e pendolarismo,




