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Parkinson: le cause, i sintomi. Quali sono le cure consolidate e dove sta puntando la ricerca

di Ruggiero Corcella

La levodopa rimane la terapia più efficace, affiancata dai farmaci dopamino-agonisti. La ricerca punta invece a rallentare la neurodegenerazione con terapie dirette contro l’accumulo di alfa-sinucleina, terapia genica e neuroni dopaminergici derivati da cellule staminali. Molto promettente l’utilizzo di farmaci antidiabetici, come la metformina e gli agonisti del GLP-1

La malattia di Parkinson, di cui ha rivelato di soffrire Dario Franceschini,  è una malattia neurodegenerativa progressiva che interessa soprattutto, ma non esclusivamente, il controllo dei movimenti. È legata alla perdita dei neuroni che producono dopamina in una regione del cervello chiamata sostanza nera e ad un accumulo anomalo di alfa-sinucleina, una proteina che svolge un ruolo importante a livello delle sinapsi. Esistono poi forme ad evoluzione più sfavorevole, con una compromissione precoce della mobilità, della voce, dell’equilibrio  e così via (i cosiddetti parkinsonismi). 

Le cause

Le cause sono diverse: nella maggior parte dei casi la malattia nasce probabilmente dall’interazione tra invecchiamento, predisposizione genetica e fattori ambientali. Alcune varianti di geni come LRRK2, GBA e SNCA aumentano il rischio. Come anche solventi e inquinanti, ad esempio la trielina.

In sintomi

I sintomi più caratteristici sono bradicinesia (lentezza dei movimenti), rigidità e tremore a riposo; con

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