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Hackerare una colonnina elettrica? Il ricercatore italiano che ha scoperto le falle nei sistemi di ricarica: «Si può bloccare una città»

di Fabio Savelli

La storia del siciliano Gaetano Coppoletta. Il ricercatore ha sviluppato uno strumento che ha scoperto gravi vulnerabilità nei sistemi che gestiscono le colonnine: dagli attacchi DoS alla manipolazione delle sessioni di ricarica

E’ possibile compromettere il funzionamento di una colonnina elettrica o del sistema che la gestisce. Non si tratta di uno scenario teorico. Uno studio scientifico guidato anche dal ricercatore italiano Gaetano Coppoletta, ora ingegnere nella multinazionale americana Oracle, ha dimostrato come diversi software utilizzati per amministrare le reti di ricarica possano contenere vulnerabilità sfruttabili da un attaccante per interrompere sessioni di ricarica, alterare dati di fatturazione o persino mandare in crash i server centrali che controllano le colonnine.

Il protocollo

La ricerca, presentata al Vehicle Sec 2024 (puoi trovarla qui), nasce proprio da una domanda sempre più attuale: quanto sono sicure le infrastrutture che alimenteranno milioni di auto elettriche nei prossimi anni? Per trovare una risposta, Coppoletta e il suo team hanno sviluppato OCPPStorm, uno strumento in grado di mettere sotto stress le implementazioni del protocollo OCPP (Open Charge Point Protocol), lo standard utilizzato dalle colonnine per comunicare con i sistemi centrali di gestione.

Dalla Sicilia agli Stati Uniti

Nato a

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