
Dal 2013, con Letta, al 2022, con Draghi, l’Italia si è ripresa 35.440 extracomunitari dagli altri Stati europei in base all’accordo di Dublino. Per cui l’opposizione che attacca il premier perché accoglie appena 3 stranieri non ne ha motivo
«È un boomerang». All’opposizione si è rotto il disco. Il tentativo di Elly Schlein, Giuseppe Conte e compagni è collegare gli annunci di diversi Paesi, tutti pronti a rispedirci gli stranieri dublinanti, alla decisione del governo italiano di sospendere Schengen con la Spagna.
Eventi palesemente privi di correlazione, come ha ribadito ieri il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Tant’è che proprio Madrid, come Parigi, non si unirà alle nazioni intenzionate a riconsegnarci i migranti che, dopo aver presentato richiesta d’asilo qui, si erano trasferiti altrove. La gendarmeria francese già ricaccia indietro frotte di «indesiderati» che provano a passare dalla Liguria. E nemmeno quella degli iberici è generosità: semmai, è consapevolezza di trovarsi sulla nostra stressa barca, alle prese con gli stessi barconi. Per la Spagna, luogo di approdo degli africani, il saldo tra arrivi e partenze resterebbe negativo anche applicando le misure sui dublinanti; più che mandar via loro, dunque, le preme insistere sui meccanismi di compensazione per gli sbarchi, previsti




