La parola “aceto”, da sola, potrebbe presto non bastare più. La Camera dei deputati ha infatti approvato un emendamento al Disegno di legge Coltiva Italia che, qualora ricevesse il via libera definitivo del Senato, cambierebbe le regole sull’etichettatura e sull’utilizzo della denominazione. Il provvedimento completerà ora il proprio iter a Palazzo Madama, dove la conferma appare probabile, ma fino all’approvazione definitiva le nuove disposizioni non saranno ancora in vigore.
La parola “aceto” verso lo stop in etichetta se non accompagnata dall’origine Che cosa prevede il nuovo emendamento
L’intervento è formulato come emendamento di interpretazione autentica. In sostanza, servirebbe a chiarire il significato della normativa già esistente e a chiudere un’incertezza interpretativa che, negli ultimi anni, ha lasciato spazio a letture differenti. La denominazione “aceto” verrebbe così riservata ai prodotti ottenuti esclusivamente dalla fermentazione acetica di liquidi alcolici o zuccherini di origine agricola. La novità riguarderebbe anche il modo in cui questi prodotti verrebbero indicati in etichetta. Il termine “aceto” non potrebbe più comparire in forma isolata, ma dovrebbe essere accompagnato dall’indicazione della materia prima agricola utilizzata.
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Si dovrebbe quindi parlare, per esempio,




