
di Stefania Ulivi
La star belga, miglior attrice a Cannes, sarà premiata a Locarno. «Sul set parti impegnative ma so cavarmela con una battuta. Ora vorrei lavorare col cinema italiano»
Venerdì 7 agosto Virginie Efira riceverà il Leopard Club Award in piazza Grande a Locarno, un premio che il festival diretto da Giona A. Nazzaro riserva alle personalità che stanno lasciando un’impronta indelebile sul cinema contemporaneo. Un bel traguardo per l’attrice belga, 49 anni compiuti in maggio alla vigilia del festival di Cannes che l’ha vista protagonista: incoronata miglior attrice per Soudain di Ryusuke Hamaguchi (con la collega giapponese Tao Okamato), era in gara anche per Histoires parallèles di Asghar Farhadi. Coronamento di un percorso tutt’altro che facile, affrontato con determinazione e ironia. Studi di teatro al Conservatorio Royal di Bruxelles e all’Insas lasciati a metà, l’approdo in tv, in Belgio, poi in Francia, conduttrice di programmi per ragazzi e musicali. Prima dei ruoli al cinema, in commedie romantiche, ha fatto la doppiatrice e pure la giocatrice di poker professionista.
La gavetta vera, si può dire.
«Ho fatto tutto a modo mio, senza tradire la mia natura. Sono curiosa, mi metto in discussione, non do




