
di Sara Gandolfi
La scrittrice: «In Europa sono necessari gli stranieri»
«Quella paura… ci invaderanno, ci contamineranno… Quel rifiuto del diverso è un atteggiamento primitivo, irrazionale e pieno di pregiudizi. Noi europei siamo fin troppo inclini all’elitarismo, a creare barriere, ma non possiamo rimanere per sempre intrappolati nella nostra piccola bolla». Clara Sánchez, una delle scrittrici spagnole di maggior successo, non nasconde di essere «una persona di sinistra» e di essere «sconvolta» dalle immagini «tragiche» giunte da Ceuta nei giorni scorsi.
Cosa ci raccontano?
«Il fatto che migliaia di giovani vogliano fuggire, in massa, è un’immagine da Terzo Mondo per il Marocco, il paladino dell’Islam moderno. So che molti marocchini provano vergogna e tristezza».
E da questa parte del Mediterraneo?
«È un problema che riguarda l’intera Europa. La Spagna, come l’Italia, è una porta di ingresso. Può far meglio, ma non deve essere lasciata sola. E quella di Ceuta non era una normale “immigrazione”».
In che senso?
«Era orchestrata nei minimi dettagli. Siamo abituati a vedere le barche di migranti. E spezza il cuore vedere le persone che muoiono in mare. Ma qui c’è una corrente sotterranea geopolitica che sfrutta la necessità delle persone di migrare per




