L’arrivo in una destinazione distante migliaia di chilometri comporta spesso sonnolenza, difficoltà di concentrazione e una generale sensazione di affaticamento. Il cosiddetto jet lag è una condizione ben conosciuta da chi affronta voli intercontinentali, ma negli ultimi anni l’attenzione della comunità scientifica si è concentrata anche su un altro possibile effetto del cambio di fuso orario: l’impatto sul microbiota intestinale. Una revisione della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista Nutrients dai ricercatori della Medical University of Wrocław, in Polonia, analizza il fenomeno definito gut jet lag, ovvero la temporanea alterazione dell’equilibrio tra il ritmo biologico dell’organismo e quello della flora batterica intestinale.
Il cambio di fuso orario può influenzare non solo il sonno, ma anche l’equilibrio del microbiota intestinale Cos’è il gut jet lag e perché interessa il microbiota
L’organismo umano è regolato dal ritmo circadiano, un sistema biologico che coordina numerose funzioni, dal sonno alla produzione di ormoni, fino al metabolismo. Anche il microbiota intestinale, composto da miliardi di microrganismi, segue cicli quotidiani influenzati dall’alternanza tra luce e buio, dagli orari dei pasti e dalle abitudini quotidiane. Quando si attraversano rapidamente diversi fusi orari, questi meccanismi possono temporaneamente perdere




