
di Alessandro Trocino
La casa di Hitler, a Vienna, è diventata un commissariato di polizia. Non ha segni di riconoscimento, non ha targhe né indicazioni. A Predappio, invece, la memoria del Duce resta viva – e tollerata
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Il 26 aprile di quest’anno a Predappio, il prete lefebvriano e neofascista Giulio Tam ha celebrato una messa in suffragio della Repubblica sociale italiana, lo Stato fantoccio di Salò. In prima fila, le due pronipoti di Benito Mussolini, Orsola e Vittoria. La cittadina romagnola è da decenni la meta prediletta del turismo nostalgico, con fez, stendardi, aquile e camicie nere. Nel 2018, tale Selene Ticchi si presentò con la maglietta nera e la scritta Auschwitzland. Nei negozi, i cimeli che fanno scendere lacrimucce a qualche ardito incanutito: felpe con «Boia chi molla» e «Marcia su Roma», bottiglie di vino con il mascellone bene in vista o il caratteristico baffetto teutonico. Il corrispettivo di Predappio è Braunau am Inn, piccola cittadina austriaca dove nacque il caporale e pittore fallito. La ridente località, a un




