Per pochi milioni di anni una galassia può trasformarsi nel faro più potente dell’intero Universo. Questo lasso di tempo è solo un istante sulla scala cosmica. Ciò accade quando enormi quantità di gas e polvere precipitano verso il buco nero supermassiccio situato nel suo nucleo. Questo fenomeno scatena un rilascio di energia violento. Il singolo punto diventa così più luminoso dell’intera galassia ospitante, a volte anche migliaia di volte di più.
Gli astronomi chiamano questi oggetti quasar e da decenni danno loro la caccia nelle regioni più remote del cosmo. Il motivo di tanto interesse è semplice. I quasar più lontani sono anche i più antichi. Osservarli equivale a guardare indietro fino agli albori dell’Universo, quando si formavano i primi buchi neri supermassicci e le prime galassie.
Il problema è che si tratta di prede sfuggenti. In quell’epoca remota poche galassie avevano avuto il tempo di crescere abbastanza. Di conseguenza, la luce che ci arriva da quei quasar è talmente debole da confondersi facilmente con quella, molto più vicina, delle stelle della nostra galassia.
31 nuovi quasar nell’Universo primordiale
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